lunedì 23 febbraio 2015

Auld Lang Syne - una canzone dal cuore torinese


È una canzone molto popolare in Scozia e Inghilterra, cantata soprattutto a Natale, Capodanno e in occasione di congedi, separazioni e addii (per esempio dai compagni di classe, o dai commilitoni al termine del servizio militare, o dai colleghi di lavoro in occasione del pensionamento).
Il testo è del poeta nazionale scozzese Robert Burns , ma... pochi sanno che la melodia - struggente e malinconica - è opera di un musicista piemontese, torinese addirittura.
 Davide Rizzio (o Riccio, come riportano alcuni documenti), liutista di origine nobile, nato a Torino nel 1533.
Il brano è stato tradotto in 40 lingue (non male, per un canto popolare...) ma la sua notorietà venne alla ribalta mondiale nel  1929, quando il direttore d'orchestra inglese Guy Lombardo, dirigendo la sua Royal Canadians Orchestra nel  Concerto di Capodanno , lo introdusse alla radio.
In Italia, il "Valzer delle candele"  viene tuttora eseguito dai ragazzi dell' AGESCI  (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) al termine dei campi di formazione, con il titolo "Il canto dell'addio".
Fu uno dei primi brani che imparai a suonare al pianoforte, e nonostante sia trascorso tanto tempo, conservo gelosamente lo spartito . 

Cari amici, ve lo propongo nell'interpretazione di un grande musicista piemontese, quel Nini Rosso che con la sua tromba fece sognare tante persone, me compreso.


4 commenti:

  1. Caro Leonardo, ogni volta che sento parlare del valzer delle candele, ricordo sempre quel vecchio film! Il ponte di Waterloo il ballo finale.
    Ciao e buona settimana caro amico.
    Tomaso

    RispondiElimina
  2. Leonardo, ti ringrazio per queste info, io non sapevo che la musica fosse di un musicista italiano. Bene a sapersi :-)
    Ti auguro una buona giornata e ti mando un caro saluto,

    Cristina

    RispondiElimina
  3. anch'io ho tanti ricordi legati a questo brano. Lo imparai in quinta elementare come conclusione di uno spettacolo natalizio, Io sono stata inserita nel coro, con la preghiera di cantare sottovoce. Più tardi realizzai (cioè che praticamente ero negata per ogni tipo di spettacolo) Ma io ho un bellissimo ricordo di quella musica e ancora adesso mi emozione quando la sento, grazie ciao

    RispondiElimina
  4. Carissimo Leonardo, gli italiani ci sono sempre ovunque e comunque dove c'è bellezza e arte ! Un grande valzer, ti abbraccio e ti auguro una splendida domenica !

    RispondiElimina

Se hai qualcosa da dire fallo pure, ricorda solo le due uniche regole che vigono qua: rispetto per tutti offese per nessuno. Ciao!

Questo blog non consente commenti anonimi.

" La musica é il vincolo che unisce la vita dello spirito alla vita dei sensi, ed é l'unico immateriale accesso al mondo superiore della conoscenza. Nella musica l'uomo vive, pensa e crea".

Ludwig Van Beethoven