mercoledì 13 ottobre 2010

ERA IL VENERDI' 12 OTTOBRE 1492.

Io con mia nonna, in una fotografia del 1951.

Ricorreva ieri l'anniversario della scoperta del nuovo mondo.
L'America in generale e gli Stati Uniti in particolare, sono stati oggetto di emigrazione da parte degli europei, italiani compresi.
Tra i piemontesi che cercarono lavoro nel nuovo mondo, ci furono anche i miei nonni materni, che agli inizi del 900 fecero più volte il tragitto Genova- New York per poi, dopo alterne vicende non sempre felicissime, ritornare in Italia per sempre appena prima che divampasse la seconda guerra mondiale.
La vita dell'emigrante è sempre stata dura, io ho avuto la testimonianza diretta di mia nonna in particolare.: essere "ospiti" in un paese non tuo è sempre difficile, nessuno ti regala nulla e se vuoi mantenere una vita dignitosa devi lavorare sodo e farti accettare da quella comunità.

Tempo fa, ho avuto modo di ascoltare una canzone che parla proprio di questa condizione.
Il titolo è "L'EMIGRANT", canzone in lingua friulana di Arturo Zardini, compositore che di tutte le sue opere scrisse testo e musica.
L'emigrant

Un dolôr dal cûr mi ven
dut jo devi bandonâ
patrie, mari e ogni ben
e pal mont mi tocje lâ

Za jo viôt lis lagrimutis
di chel agnul a spontâ
e, bussànt lis sôs manutis
jo 'i dîs: "mi tocje lâ"

Traduzione
Un dolore dal cuor mi viene
tutto devo abbandonare
patria, mamma ed ogni bene
per il mondo mi tocca andare

Già io vedo già le lacrimuccie
di quell'angelo spuntare
e, baciando le sue manine
io le dico: "devo andare"



24 commenti:

  1. foto molto belle ed intima...veramente molto!
    Il tuo post è molto significativo...complimenti Sirio.
    ciaoo e buon pomeriggio

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  2. Già...è dura vivere in un Paese che non è nostro!Eppure io sento di non poter più vivere in questa Italia che affonda, sprofonda, che non ci offre futuro.
    Ma questo mi fa davvero tanta rabbia!A causa di un gruppo di farabutti siamo costretti a lasciare il nostro Paese...ammesso che poi si riesca a lasciarlo. Non è così semplice.

    La foto è meravigliosa!:)

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  3. comprendo il dolore per lasciare ogni cosa ed ogni affetto...nella mia famiglia non ci sono stati emigranti, ma i miei nonni andavano a fare lavori stagionali in Francia, come la vendemmia, la raccolta dei fiori d'arancio, della lavanda... e mi hanno sempre raccontato che venivano trattati un po' come schiavi. lavoravano più di 12 ore e alloggiavano nelle stalle...qualche famiglia, invece, li accoglieva in casa loro e mangiavano alla loro mensa. ricordo ancora le lacrime della nonna quando mi raccontava questi episodi alle quali si univano le mie... buona serata!

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  4. Noi siamo stati un popolo di emigranti e hai fatto molto bene a ricordarlo con questo post;ultimamente molti lo dimenticano.Saluti a presto

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  5. Un post fantastico,l'ho apprezzato moltissimo,complimenti Sirio..è lodevole questo desiderio di rivolgere un tributo a queste persone davvero incredibili.La foto è strepitosa..grazie di cuore Sirio,buona serata. :)

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  6. Grazie Carla, la tua presenza è molto gradita!
    Buona serata.

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  7. Penso di capirti, Spes...a DOVER lasciare la propria terra piange il cuore, ma...rimane sempre nel cuore, nonostante tutto.
    Ciao, un caro saluto.

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  8. Grazie della tua testimonianza Raggio, sono storie di vita vissuta che non devono essere dimenticate, cosa che purtroppo sta succedendo...
    Buona serata!

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  9. Cavaliere, una controtendenza sarebbe veramente ottimale. Cambierebbe molti parametri "sociali"...

    Un caro saluto.

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  10. Uno dei canti più bellidel repertorio di canti friulani!
    Non so se per colpa della mialinea o per qualcos'altro, il sonoro era pessimo.

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  11. Grazie cara Shiri,il tuo è un commento graditissimo!
    Più passa il tempo e più mi rendo conto dei sacrifici di coloro che ci hanno preceduto,lasciandoci queste testimonianze.
    La fotografia fu scattata da mio zio,persona a cui ho voluto molto bene e mi ha lasciato questo e altri scatti a cui tengo moltissimo.
    Questa passione devo averla ereditata da lui.
    Ciao, a presto!

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  12. Come capisco bene tutto questo, sono un emigrante che ne ho passate tante e non sempre belle ma ora sono felice con una famiglia fantastica, nonostante che tutto vada bene in mio cuore è li dove sono nato.
    Buona serata caro Sirio bello questo posto,
    Tomaso

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  13. Bentornato Sergio, condivido il tuo commento.
    Il video lo sento benissimo, mi dispiace che non ti sia possibile!
    Ciao, a presto.

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  14. Caro Tomaso,la tua è esperienza diretta, che insegna...
    Ciao, un forte abbraccio.

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  15. Facendo ricerche storiche sono venuta in possesso di alcuni tabulati sulle emigrazioni dal mio borgo nella seconda metà del 1800 e i dato sono sconvolgenti...viaggi della speranza verso le Americhe e soprattutto verso la vicina Francia, credo che molti di loro abbiano fatto perdere le proprie traccie daltrobde qui c'era la fame!!!
    Un caro saluto Sirio senza però prima scriverti che la tua testimonianza è molto bella.
    Roberta

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  16. Siamo un po tutti migranti,in molte delle nostre famiglie l'emigrazione era una necessità,
    al sud come al nord o nordovest.E in molte zone non è ancora finita.
    I miei nonni,paterni e materni,sono stati risparmiati da questa necessità,in cambio è toccato ai figli,a molti ,di dover prendere altre strade.
    Sono emigrata anch'io,dal sud.Poi ho avuto l'opportunità del ritorno,anche se in altra regione.
    Per me non è stato un dramma,ma già i tempi erano diversi.
    Bella la foto.

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  17. Ciao Sirio, il popolo degli emigranti che ha costruito il mondo con grande umiltà dignità e sofferenza, un popolo discriminato che non dimentica, che sa accogliere chi oggi ha preso il suo posto e rende onore al nostro paese oggi come allora!
    Allegro fine settimana!

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  18. Hai detto bene Roberta, viaggi della speranza.
    Oltre alla testimonianza della nonna, ho conosciuto anche altre persone che fecero la scelta di emigrare, per mantenere la famiglia, fino agli anni 80...
    E' tutto detto!
    Grazie per la gratificazione, buona serata.

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  19. Chicchina, grazie della tua testimonianza.
    Saranno tempi diversi,le modalità cambiate ma il motivo principale è sempre solo uno, allora come oggi : Migliorare le condizioni di vita!

    Un caro saluto.

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  20. Condivido Sciarada, sono persone da prendere come esempio di vita.

    Buona fine settimana!

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  21. Calcola Sirio che anche io sono un migrante dal Sud al Nord del nostro Paese.Sono passati quasi dodici anni che vivo in Emilia e spero veramente di non emigrare di nuovo;ma nella vita mai dire mai.Salutoni a presto

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  22. Ciao Cavaliere, grazie della tua testimonianza.
    Viviamo in un paese che attualmente non promette nulla di buono, crisi, disoccupazione, salari insufficienti, ammortizzatori sociali idem...speriamo in bene!

    Un caro saluto.

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  23. Hai davvero ragione.
    peccato che certe sofferenze e difficoltà vengano dimenticate troppo facilmente dai popoli.

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  24. Anche dall'Elba, in tempi lontani a me ignoti, partirono in tanti per l'America e per l'Australia:diceva Dante "tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui..."ed è certamente triste la sorte di chi deve adattarsi ad altri popoli, ad altre usanze...lo hanno provato tanti in Italia, ma sembra che se ne siano scordato in tanti! la foto con la tua nonna è bellissima e molto tenera. Un caro saluto e grazie della visita

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