sabato 21 agosto 2010

GIPO, IL TORINESE


Insieme a Roberto Balocco, Gipo Farassino è il cantautore dialettale piemontese senz'altro più famoso.
Umorista, improvvisatore e "padrone della scena" come si dice usando un termine teatrale,
durante la sua lunga carriera ha saputo portare il folklore di questa regione fuori dai confini, mantenendo viva la tradizione popolare delle sue interpretazioni.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera :
Gipo (Giuseppe) Farassino:
Chansonnier, attore, autore e cantautore torinese, classe 1934.

Nella piu' tipica periferia torinese, in via Cuneo, e' nato Gipo Farassino.
Case con i balconi legati fra di loro, un sole sbiadito dallo smog e turbe di bambini.
Ha cominciato a suonare e a cantare come tutti i ragazzi che nascono in queste periferie con il complesso dilettantesco, la sala da ballo rionale ed il refrain modellato sullo stile del cantante alla moda. Poi in orchestra, in giro per il mondo, dal Nord al Medio Oriente.
Ma Gipo sentiva di avere qualcosa da dire e certi spunti, certi versi, certe immagini gli apparivano nella mente, cercava nuove espressioni, ricordando temi, figure, personaggi, idee musicali della sua citta', la periferia di Torino.
Inizio' a scrivere in dialetto e fu il successo. Cabaret e dischi che si imposero al pubblico, un lavoro con Leo Chiosso e poi l’incontro con Piero Novelli, un torinese che non si occupava affatto di musica leggera tradizionale e che percio' capi' subito chi fosse Farassino.
Con la collaborazione di Dino Tedesco, fece uno spettacolo che ebbe un felice successo torinese ("Cerea Turin"). Fu il passaggio dalla ristretta platea del cabaret ad un piu' vasto pubblico di teatro.
Nel 1970, fondo' con il regista Massimo Scaglione, una compagnia teatrale realizzando numerosi spettacoli nell’ambito della tradizione popolare piemontese ottenendo anche in quel campo il successo. Contemporaneamente Farassino proseguiva nella sua ricerca di stile e di temi. A tut'oggi prosegue ancora nelle sue ricerche, proponendo spettacoli di successo e della memoria piemontese.

Cari lettori, di questo artista "nostrano" desidero proporvi un brano dedicato a Torino.
Per chi non è piemontese, ecco la traduzione dei testo.

Ciau Turin

Ciao Torino, io vado via,
vado lontano a lavorare.
Io non so né cosa sia,
sento il cuore tremolare.

Ciao Torino, mia bella terra,
che tristezza, che pensieri.
Non mi sembra neanche vero
di doverti abbandonare.

E non vedrò più né la Mole,
né i suoi giardini.
E non porterò più
né le belle ragazze al Valentino.

Ciao Torino, io vado via,
vado lontano a lavorare,
ma darei la vita mia
per poter presto ritornare.

Stamattina sono arrivate delle lettere,
le ha portate ridendo il postino.
O mia bella città, devo partire
e lasciarti, mia bella Torino.

E non vedrò più né la Mole,
né i suoi giardini.
E non porterò più
né le belle ragazze al Valentino.

Ciao Torino, io vado via,
vado lontano a lavorare,
ma darei la vita mia
per poter presto ritornare.


6 commenti:

  1. Buongiorno Sirio, ho ascoltando questa bella canzone con vero piacere. Non conoscevo questo bravo artista e ti ringrazio per averlo proposto in questo tuo post.

    Ti auguro una bella giornata, serena e gioisoa come la canzone fi Torino

    un abbraccio
    Cri

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  2. Grazie Cri, ogni tanto "evado" dal classico perchè ritengo giusto valorizzare anche la musica leggera, quella folklore, quella che tiene vive le tradizioni come il genere dialettale.
    Essendo nato in Piemonte ho pubblicato questa, non da meno assolutamente sono tutte le altre Regioni italiane!
    Buona serata.

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  3. Sei un continuo vulcano di sorprese, grazie per rendere noti personaggi che meritano più notorietà di quella che hanno.
    Ciao Sirio.

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  4. credo che sia un valore culturale che non deve essere disperso e sopratutto portata alla consocenza di un pubblico più vasto

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  5. Grazie Calliope, il bello dei blog è anche questo, poter portare fuori dal proprio territorio tutto ciò che fa parte della cultura.
    Buona serata!

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  6. Carmine, grazie per l'incoraggiamento!
    Io ci provo, sperando che gli artisti dialettali di tutte le regioni vengano valorizzati come meritano.

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