giovedì 29 aprile 2010

IL VICOLO DELLA SETA

via Cesare Battisti, il vicolo della seta

Nel centro storico di Venaria, in fondo all'attuale via Cesare Battisti, aveva sede il vecchio castello feudale di Altessano Superiore (antico nome di Venaria) ,di proprietà dei Conti Scaramello.
Perchè questa introduzione?
Il motivo è questo.
Questo castello, l'Architetto Amedeo di Castellamonte (artefice della Reggia di Venaria, la Versailles Piemontese) lo trasformò, per volere del Duca Carlo Emanuele II di Savoia, nel primo setificio idraulico alla Bolognese realizzato alla Venaria.
Per realizzare questo ambizioso progetto, venne chiamato a Venaria un autentico "imprenditore" ante litteram per l'epoca, il conte Giovanni Francesco Galleani, il quale nel 1670 realizzò un importante filatoio che sfruttava la forza motrice del Ceronda per azionare, mediante ruote idrauliche, i macchinari che torcevano il filo di seta.
Lo stesso Galleani introdusse una significativa innovazione : riunire in una sola gestione la trattura e la filatura, consentendo in questo modo un processo più sicuro e lineare, oltre che vantaggi economici dovuti al fatto che la seta tratta veniva immediatamente filata.
In questo modo, Venaria divenne un importante polo commerciale, l'industria serica registrò una vera e propria proliferazione, nacquero altri setifici che vissero con alterne fortune fino al Novecento.

Cari lettori, concludo con una notizia di attualità. Verrà realizzato in città, e precisamente in un locale di piazza dell'Annunziata acquistato dal Comune, il museo della cultura materiale. Sarà il luogo della conservazione ed elaborazione della memoria storica : la storia della lavorazione della seta naturale.

Le informazioni storiche sono state rilevate parte in rete, e parte dal libro "La seta in Piemonte 1650 - 1800 " di Giuseppe Chicco. Ed. Franco Angeli 1995.

8 commenti:

  1. Ciao Sirio, che bello sentire parlare dei setifici, io ricordo che nel mio paese c'è un setificio, credo che si chiamasse filianda entrambi le mie sorelle ci hanno lavorato tanti anni mi ricordo che venivano a casa con le mani bianche ela pelle arricciata erano semppre nellacqua calda per sfilare dal bozzolo il sottilissimo filo quasi invisibile di seta.
    Ora non è rimasto che un grande fabbricato abbandonato, ora serve come vecchi magazzini dei vari artigiani.
    Buona notte caro amico.
    Tomaso

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  2. è utile ricordare gli antichi mestieri, per non dimenticare le proprie origini. qui in Liguria l'allevamento del baco non c'è mai stato, quindi conosco solo ciò che ho letto e che, però, non ho mai visto fare. chissà che nel futuro non faccia visita al vostro museo!

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  3. Ciao Sirio è buon Primo Maggio.Mi piacerebbe molto vedere antichi mestieri e vecchie botteghe nei centri storici, sarebbe fantastico.Ti auguro una serena giornata ,saluti a presto

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  4. Molto interessate. Verrò certamente a dare un'occhiata. Mi piacciono queste cose.

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  5. Caro Toamso, "la filanda" è stata anche una canzone di Milva che in toni un po' scanzonati descriveva la vita delle operaie, diciamo "corteggiate" dall'imprenditore...
    Forse eventi di altri tempi? non saprei dire.
    Buona serata!

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  6. Certamente Raggio, ci sono mestieri e soprattutto artigiani i cui mestieri vanno scomparendo perchè non c'è ricambio generazionale...ed è un guaio!
    Spero che questo Museo, per ora "sulla carta", non rimanga tale.
    Un caro saluto.

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  7. Cavaliere, dalle mie parti e specialmente fuori città periodicamente queste manifestazioni vengono ancora promosse, e il richiamo è notevole!
    Buona serata.

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  8. Mi fa piacere Alfa, oltre tutto a due passi c'è la Reggia con tutti i suoi richiami turistici e culturali!
    Buona serata.

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