martedì 30 marzo 2010

PROVERBI PIEMONTESI


Tra gli amici che frequentano la parrocchia dove io suono, c'è una coppia che oltre a fare parte del coro, da tempo è impegnata nel divulgare e diffondere il dialetto Piemontese, da loro parlato correntemente.
Mi hanno fatto conoscere alcuni termini e alcuni proverbi, alcuni non li ricordavo, altri proprio non li conoscevo.
Ve ne riporto qualcuno che ho trovato molto interessante.

Pan e nos, mangé da spos. Nos e pan, mangé da can Letteralmente : Pane e noci è un mangiare da sposi. Noci e pane è un mangiare da cane. Come dire che pane e noci è un ottimo accostamento, ma occorre mangiare più pane che noci. Più noci che pane è mangiare da cane. (in realtà è altrettanto buono, ma per togliersi la fame viene a costare troppo). Il proverbio viene da quando la miseria era grande.

Méj frusté scarpe che linseuj.. Letteralm. Meglio consumare scarpe che lenzuola.. Ovvio il significato: è meglio poter camminare che dover stare a letto.

A Turin a l'han rangià fin-a cola dël bur letteralmente: a Torino hanno risolto persino quella del burro., ovvero tutto si aggiusta. Segue da un aneddoto raccontato come vero, da un episodio clamoroso di mancanza di burro a Torino (storicamente il burro, in Piemonte, è sempre stato condimento e mezzo per cucinare essenziale, al posto dell'olio).

As ciapa pì ampressa un busiard che un sòp.. Letteralm. Si prende prima un bugiardo che uno zoppo. Come dire che le bugie non fanno molta strada,hanno le gambe corte!

Quando si afferma che la saggezza popolare è dettata dall'esperienza, non è una frase campata in aria...!!

15 commenti:

  1. Ciao Sirio, davvero saggi e simpaticissimi questi proverbi, Grazie per averceli proposti, li ho letti con vero piacere.

    Un caro saluto
    Cri

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  2. bellissimo, adoro e parlo il piemontese anche se il mio è moooolto diverso dal torinese...

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  3. I dialeti sono necessari e bisogna fare di tutto per farli soppravivere
    specialmente nelle nuove generazioni
    un abbraccio forte caro amico Sirio.
    Tomaso

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  4. Il dialetto e una cultura locale che va preservata e tramandata ai figli. Ogni uno di noi, dovrebbe conoscere la propria lingua. Oltre al dialetto però bisognerebbe anche cononscere l'Italiano e tante volte vedo che non e così.
    Buona vita, Viviana

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  5. Un off topic...ti ho aggiunto su FB!:) Se mi accetti.

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  6. Ciao Cri,penso a quanta saggezza possiedono gli anziani, con tutto che i miei nonni, per esempio, sapevano a malapena leggere e scrivere...

    Buona serata.

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  7. Ciao Bruno, anche per me parlare il piemontese è un piacere...se pensi che a scuola, quando facevo le elementari, era vietatissimo...e anche i miei genitori non mi dovevano parlare in dialetto!!
    Cose assurde...però serviva a imparare l'italiano, non come adesso!

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  8. Caro Tomaso, è giusto ciò che dici.
    Penso per esempio alle canzoni in dialetto, tradotte in italiano fanno pena...

    Buona serata!

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  9. Viviana, hai toccato un tasto dolente...fa paura sentire gli strafalcioni in italiano, veramente la grammatica, la sintassi e i verbi per tanti (non aggiungo chi...)sono solo libri che accumulano polvere.

    Ciao, un caro saluto.

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  10. Guernica, sei su FB? Accetto volentieri, ma la richiesta non mi è ancora arrivata!

    Buona serata.

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  11. mi piace sentire il dialetto , non trovi che nei dialetto, nell'ascolto c'è un sono che di musicale?

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  12. "Méj frusté scarpe che linseuj.. Letteralm. Meglio consumare scarpe che lenzuola.. Ovvio il significato: è meglio poter camminare che dover stare a letto."
    Questo detto piemontese va proprio daccordo con il mio ultimo post!
    Buona serata Sirio,
    e se non riesco a ripassare prima di domenica, ti faccio i miei migliori auguri per una serena e felice Pasqua.
    Alexia

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  13. Condivido Carmine, inoltre ci sono termini e modi di dire che "rendono" solo cn i dialetti, tradotti in italiano perdono di efficacia!
    Un caro saluto.

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  14. Buona Pasqua vegetariana allora!:)
    A presto.

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