sabato 25 luglio 2009

FIOCCO DI NEVE


A giugno, quando la Regione autonoma della Valle d'Aosta l’ha presentato a livello internazionale, è stato ribattezzato «Fiocco di Neve» ma qui continuano a chiamarlo Blantsette perché è nato sul Mont Blanchet ed è lì che è stato incontrato per la prima volta, manto e corna candide, occhi azzurri, come un miraggio.

Quelle prime immagini hanno fatto il giro del mondo: è il primo stambecco albino di cui si abbia notizia. Negli Anni 70 diventò famoso un camoscio bianco che viveva nella Valsavarenche e per quanto ne sappiamo ci sono stati altri casi di albinismo solo tra camosci femmine e marmotte. Chi sale fra queste splendide montagne lo cerca con gli occhi, vaga tra le rocce col binocolo, nella speranza di vederlo. Una chimera, come e forse più del lupo, dell’orso, mitici predatori la cui presenza riempie di magia i valloni.

Blantset, raccontano le Guardie forestali e Mauro Buvet, che con alcuni amici gestisce il bivacco Menabréaz e sale al vallone delle Laures, 2500 metri di quota sopra Brissogne più volte la settimana, è saltato su una roccia ed ha osservato senza scomporsi l’elicottero e gli uomini che volevano filmarlo. «Lo incontro spesso – ha detto Buvet - gli passo accanto e lo saluto: “Ciao Blantsette“».

Lo stambecco, quel che più conta, vive normalmente nel branco, la sua bellezza e la sua eccezionalità non sono per ora una maledizione. I maschi lo hanno accettato, quando qualcuno gli si avvicina troppo sbattono le corna, sembra dicano di lasciarlo stare. Soltanto è rimasto nascosto tutto l’inverno, probabilmente infastidito dal riverbero della neve, molto forte per le sue pupille delicate.

Dovrà forse accontentarsi di una vita difficile anche Blantset, perché – curiosi a parte – l’esistenza degli albini non è facile: alcune specie di animali completamente privi di melanina sono condannate a condurre una vita crepuscolare, al riparo dai raggi solari, e soprattutto a non poter rimanere nel branco, dal quale vengono banditi perché essendo troppo visibili costituiscono un pericolo per l’intero gruppo. Vita grama anche con le femmine, a volte: nella stagione degli amori i maschi di molte specie usano le tinte vivaci della livrea per attirare e sedurre le compagne. Il rischio degli albini di rimanere senza partner è alto".

Questo articolo è di Carlo Grande, giornalista de "La Stampa" di Torino e direttore responsabile di Italia Nostra, mensile della prima associazione ambientalista italiana.

Da buon "montagnard" fare un incontro del genere mi avrebbe ripagato abbondantemente dell'impegno e della fatica di tante escursioni in valle d'Aosta, magari documentato anche con una serie fortunata di scatti... chissà!


9 commenti:

  1. Mamma mia che bello!^___^
    Fiocco di neve si addice proprio e mi ricorda un bellissimo cartone animato...

    Buona domenica caro Sirio!!

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  2. Com'è bello e anche simpatico! in quella foto in fondo al post dove sembra fare capolino, è dolcissimo.
    Mi piacerebbe vederlo dal vero.
    Ciao Sirio, buon inizio di settimana.

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  3. Ciao Pierangela, buona serata.

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  4. Guernica, un cartone animato? Probabilmente sono già un pò troppo negli "anta" per conoscerlo...

    Ciao, un caro saluto.

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  5. Paola, a chi lo dici...!
    Ricordo una gita tra amici nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, salimmo in compagnia di due guardaparco fino alla loro capanna di osservazione in quota: poco prima ci fecere fermare e loro si allontanarono di qualche decina di metri, e...che meraviglia,gli stambecchi si avvicinarono e si lasciavano accarezzare! Con cautela lo facemmo anche noi, fu un'esperienza favolosa!
    Un caro saluto.

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  6. mi è venuta subito in mente Heidi .. bellissimo...

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  7. Bruno, eh già!
    La montagna mi piace già tanto così, figurati se avessi avuto un nonno come Heidi...

    Ciaooooo.

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