domenica 19 maggio 2013

" per la crescita "


Quello nella fotografia sono io, con la mia prima bicicletta da corsa.

Fu un regalo del mio papà, dal quale ho ereditato la passione per questo sport su due ruote. Ricordo che mi disse (avevo circa nove anni, allora) : per te adesso è un po' grande, ma fra qualche anno ti andrà benissimo!

Per me fu un sogno realizzato, anche se in effetti dovetti aspettare perché il giro completo della pedivella  non riuscivo a farlo. 
Allora di moltiplica non se ne parlava, tre rapporti sul pignone della ruota posteriore erano più che sufficienti.

Dopo quella esperienza, la bicicletta successiva fu una "Touring", costruita dalla molto più famosa Bianchi che disponeva della doppia moltiplica e di cinque rapporti dietro.
Ho perso il conto dei Km fatti con quest'ultima,  che ho ancora.
L'ho utilizzata per le gite, pure per andare a lavorare, poi ho rallentato un po' perché andare in bici stava diventando pericoloso...troppo traffico, e fino ad un po' di anni fa poche piste ciclabili.

Il ciclismo professionistico è uno sport duro comunque, anche se oggi i materiali utilizzati per le biciclette da corsa sono "aerospaziali", per leggerezza e affidabilità.

Altri tempi, quando mio papà con la sua prima busta paga si regalò una Legnano e con i suoi amici fece il valico del Gran San Bernardo...!!

Buona domenica a tutti.

mercoledì 15 maggio 2013

Il giro d'Italia al Vajont, 50 anni dopo



il Vajont, oggi

Cari amici, oggi ho seguito la tappa del Giro d'Italia con maggio attenzione delle altre, e non perché era il secondo arrivo in montagna.
A distanza di cinquant'anni, i corridori hanno percorso la valle che visse la tragedia del Vajont, la frana che si staccò dal monte Toc provocando  due ondate che si abbatterono a valle, cancellando Longarone e le frazioni di Pirago,Rivalta, Villanova e, parzialmente, Faè.
Le vittime del disastro furono 1910, di cui 1450 residenti nel comune di Longarone.

La tappa odierna, lunga 182 Km con due Gpm di seconda categoria che prevedevano l'ascesa appunto da Longarone alla diga del Vajont, dove era stato posto il traguardo.
E' stata chiamata quella "della memoria", perché ha permesso di ricordare uno dei drammi più dolorosi della nostra Italia.
E' arrivato al traguardo in solitudine, il bravo Ramunas Navardauskas del team Garmin, seguito da tre italiani. Nell'ordine, Daniel Oss, Stefano Pirazzi (l'attuale maglia azzurra) e Salvatore Puccio.
La maglia rosa è saldamente sulle spalle di Vincenzo Nibali, al quale faccio i miei migliori auguri di conservarla fino al 26 di Maggio, al traguardo di Brescia!

Rivedere quelle montagne mi ha emozionato molto,  ma ancora di più, oltre il fatto sportivo, la volontà e la determinazione degli abitanti di quella valle, persone che meritano tutta la mia stima, sia per la passione sportiva dimostrata oggi, sia  per l'umanità e la tenacia di allora, per la ricostruzione.


L'attuale maglia rosa del giro d'Italia, Vincenzo Nibali
" La musica é il vincolo che unisce la vita dello spirito alla vita dei sensi, ed é l'unico immateriale accesso al mondo superiore della conoscenza. Nella musica l'uomo vive, pensa e crea".

Ludwig Van Beethoven